Il cous cous è un piatto unico a base di semola di grano duro.
Questa viene lavorata insieme all’acqua con un movimento ben preciso che, in dialetto, noi trapanesi chiamiamo “ncucciata”.
Poi viene cotta a vapore in un recipiente molto speciale e specifico per il cous cous.
Un po’ di storia
Il cous cous è arrivato in Sicilia con la dominazione araba, intorno all’anno mille, diventando presto una specialità caratteristica della Provincia di Trapani.
La prima citazione storica del cous cous è contenuta in un libro di cucina ispano-musulmano del XIII secolo che lo cita già come piatto “ben noto in tutto il mondo”.
Le sue origini però sono molto più antiche. Nato come alimento principale dei Berbari, popolo indigeno del Nordafrica, divenne presto il piatto tradizionale del Maghreb, sempre presente nelle festività religiose e nelle grandi occasioni.
Nel VII sec. il Magherb fu occupato dagli Arabi, ancora all’inizio del grande periodo di conquiste che li avrebbe portati a dominare tutta l’area del Mediterraneo meridionale, la penisola iberica e la Sicilia. E dovunque gli Arabi andarono, portarono con sé il cous cous.
Tutto il mondo arabo occidentale è legato da questa comune tradizione che tuttavia stupisce per l’infinita capacità di adattarsi alle usanze e alle caratteristiche di ogni popolo.
Oggi il cous cous è diffuso dall’Egitto al Marocco, passando per la Libia, la Tunisia e l’Algeria, nel Vicino Oriente, in Giordania, in Libano, in Palestina e in Provincia di Trapani.
Ma le variazioni sul tema sono infinite: c’è dove si condisce con la carne, dove con verdure o legumi, ci sono paesi in cui è più piccante, in altri dove non lo è. In provincia di Trapani tradizionalmente è preparato con la zuppa di pesce.
Piatto dal sapore e dalla musica inconfondibili, viaggia per il mondo e si reinventa, si adatta, si trasforma...per farsi amare sempre e comunque.